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15 agosto 2016
di E.M.
tag: Curiosità, Land Rover

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Un miliardario rivuole il Defender

Secondo i media del Regno Unito, il milirdario Jim Ratcliffe intende rilanciare lo storico fuoristrada

Morto un Defender se ne fa un altro. Il celeberrimo fuoristrada protagonista di migliaia di avventure messo fuori produzione all'inizio di quest'anno continua a suscitare un grande interesse. Secondo i media britannici il miliardario Jim Ratcliffe potrebbe investire 300 milioni di euro nel suo rilancio. Il costruttore, Jaguar Land Rover, si è affrettato a fare sapere che è impensabile lasciar produrre questo veicoli ad una società esterna.


PATRIMONIO PERSONALE DI 4 MILIARDI
E tuttavia la notizia è “gustosa”, perché il 64enne Ratcliffe non è uno qualsiasi, ma il fondatore del colosso chimico Ineos il cui fatturato si aggira attorno ai 50 miliardi l'anno. Il patrimonio personale dell'imprenditore è stimato in 4 miliardi. Che possa investire un decimo dei suoi avere in questa operazione pare difficile, ma per uno come lui non deve essere difficile né trovare risorse né immagnarsi un mercato.


PREZZI DELL'USATO ALLE STELLE
I media d'Oltremanica scrivono che il miliardario sarebbe intenzionato a rilanciare la produzione del Defender. Dopo l'annuncio del suo “addio”, JLR aveva dovuto far fronte ad una montagna di ordini tanto che la chiusura della linea era stata posticipata. Chi possiede un modello usato ha in mano un capitale, perché il suo valore lievita. Insomma: non è certo l'interesse a mancare. Ratcliffe è un grande appassionato di fuoristrada e stando alle informazioni disponibili avrebbe chiesto di far valutare i costi di una eventuale ripresa della produzione. La cifra a disposizione sarebbe importante, non meno di 300 milioni di euro.


JLR ESCLUDE ACCORDI CON TERZI
Jaguar Land Rover, che ha nel frattempo lanciato l'operazioe "Reborn" sui modelli datati, possiede tutti i diritti ed ha già fatto sapere di escludere qualsiasi intesa con Ineos. L'interrogativo a questo punto è se il miliardario sia disposto ad arrendersi all'evidenza o se decida di scegliere la (costosa”) opzione di una nuova industrializzazione. Significherebbe produrre un modello ispirato al Defender, ma con motori e componenti acquistati da terzi e, soprattutto, un design "su misura" per poi chiedere le necessarie omologazioni. La passione di un miliardario arriva a questo? O Tata, che controlla JLR, sta solo cercando di tirare sul prezzo?


DEFENDER JOURNEYS
Intanto da Jaguar Land Rover arrivano notizie su come si stia lavorando sul nuovo Defender di cui nulla ancora si sa, menché meno un  data di arrivo sul mercato. Fino ad ora le uniche notiziane arrivano riguarlo la piattaforma digitale "Defender Journeys" (www.landrover.com/defenderjourneys), un progetto ambiziosio che ha già raccolto già 400 adesioni e che mira a "digitalizzare" tutti i viaggi fatti con un Defender o più genericamente con un veicolo Land Rover, raccogliendo itinerari e foto in un unico archivio a perenne memoria e a (come dicono in JLR) guida per i progettisti del nuovo super fuoristrada.

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