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Costruttori rischiano pena esemplare - Attualità e Mercato

9 giugno 2016
di E.M.
tag: Attualità e Mercato

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Costruttori rischiano pena esemplare

Nuove rivelazioni del Financial Times sulle indagini riguardanti il presunto cartello dei veicoli industriali

Secondo le anticipazioni del Financial Times, i produttori di veicoli industriali rischiano una multa "esemplare" in Europa. Il commissario per la concorrenza, Margrethe Vestager, la danese esponente della sinistra radicale, intenderebbe dare un segnale al sistema economico punendo il "cartello" che avrebbe influenzato anche il prezzo delle merci, oltre che rallentare l'adozione delle tecnologie che avrebbero potuto permettere la riduzione delle emissioni.

OLIGOPOLIO EUROPEO DAL 1997 AL 2011
I documenti comunitari citati dalla testata in lingua inglese ricostruirebbero tempistiche e modalità dei comportamenti giudicati irregolari dalle autorità europee, secondo le quali i produttori avrebbero agito violando le norme sulla libera concorrenza tra il 1997 e il 2011. L'oligopolio del mercato rischia di costare caro ai marchi coinvolti nell'indagine: Daimler, DAF (controllata dal colosso americano PACCAR), Scania, Iveco e Volvo. La tedesca MAN dovrebbe evitare le sanzioni poiché avrebbe permesso di portare alle luce le attività del cartello, mentre Daimler e Volvo dovrebbero contare su una pena più leggera per aver assicurato la loro collaborazione.

FINO A 10,7 MILIARDI DI MULTA
La normativa comunitaria prevede che la multa possa raggiungere il 10% del fatturato globale. Il rischio, nel caso scatti un provvedimento esemplare, è di una sanzione massima di 10,7 miliardi di euro. Un più di anno fa, come aveva riportato riportato Omnifurgone.it il 9 marzo 2015, il quotidiano tedesco Handelsblatt aveva anticipato una possibile multa nell'ordine dei 4 miliardi. In ogni caso cifre importanti, che arrivano in un momento delicato per il comparto, penalizzato dall'andamento di alcuni mercati.

ACCANTONATI 2,3 MILIARDI
I costruttori hanno finora disposto accantonamenti per un totale di 2,3 miliardi di euro, vale a dire una cifra superiore all'ammenda massima scattata finora in Europa, quasi 1,5 miliardi di euro a carico del cartello dei televisori. DAF è stata la più "previdente" con quasi un quarto del totale, mentre Iveco ha messo da parte 450 milioni. Daimler ha "salvato" 600 milioni e Volvo Trucks poco meno di 400. Scania ha compiuto una scelta differente, rinunciando a una sorta di implicita ammissione attraverso gli accantonamenti e spiegando di non essere in grado di quantificare l'impatto delle indagini. Sulle base delle indiscrezioni del 2015, le posizioni più critiche sarebbero quelle di Scania, DAF e Iveco.

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