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Strategia industriale Renault - Attualità e Mercato

4 febbraio 2011
di Gebriele Bolognini
tag: Attualità e Mercato, Renault

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Strategia industriale Renault

Il pilastro della competitività e dello sviluppo della Casa francese

Per crescere, Renault ha bisogno di siti produttivi competitivi e adatti al mercato nel quale opera. All’interno del suo nuovo piano strategico industriale Renault prende due direzioni:
- concentrare le produzioni a forte valore aggiunto come alto e medio di gamma europeo, veicoli commerciali, veicoli elettrici, motori elettrici e batterie nelle fabbriche dell’Europa Occidentale;
- accrescere le capacità delle fabbriche al di fuori dell’Europa Occidentale, per essere competitivi, reattivi e poter vendere ad un buon prezzo i propri prodotti nei mercati emergenti, contribuendo, in tal modo, anche alla crescita degli stessi.
“La performance e la competitività della nostre fabbriche sono dei fattori chiave di successo per il nostro prossimo piano strategico - ha dichiarato Carlos Ghosn, Presidente - Direttore Generale di Renault - La mobilitazione degli uomini e delle donne che si occupano della fabbricazione dei nostri veicoli e dei nostri organi meccanici è molto importante. Il nostro piano strategico consente di adattare le nostre capacità di produzione industriale alla domanda mondiale, senza chiusura di siti, senza un piano sociale, né licenziamenti collettivi”

EUROPA OCCIDENTALE
Due nuovi progetti partiranno presso la fabbrica di Cléon (Francia): un motore termico 1.6 dci 130 a partire dal 2011 e, successivamente, un motore elettrico nel 2013. Nel 2010, un quarto dei cambi prodotti a Ruitz et Cléon è stato esportato in Cina, per Nissan; il 60% dei motori fabbricati a Cléon sono destinati, invece, ad altri mercati al di fuori della Francia. Questa tendenza si rafforzerà in futuro con Daimler.
Sempre nel 2013 verrà avviata a Sandouville (Francia) la produzione di un nuovo furgone, che si aggiunge alle produzioni di Master a Batilly (Francia), Kangoo Express e Kangoo Z.E. a Maubeuge (Francia).
Entro il 2015 Renault prevede che i propri veicoli elettrici, tra cui il Kangoo Z.E., prodotti presso gli stabilimenti di Flins (Francia) raggiungeranno la ragguardevole quota dell’80% del mercato mondiale. Attualmente, presso gli stessi stabilimenti vengono prodotte anche le batterie, per le quali, entro il 2013, la Casa francese si propone di raggiungere una capacità produttiva di 100.000 pezzi l’anno.
La Spagna costituisce il secondo polo produttivo della Losanga in Europa con quattro fabbriche: due siti a Valladolid, di cui uno dedicato alla cooperazione con Nissan e Daimler, e l’altro, da quest’anno, alla produzione dell’utilitaria elettrica Twizy; a Siviglia si producono cambi; a Palencia si produce la Mégane.
In Slovenia (fabbrica di Novo Mesto) si producono i piccoli veicoli della marca, destinati all’Europa: Twingo, Wind e Clio Storia. Nel 2013, fabbricherà anche il modello a quattro posti della Smart di Daimler.


AREE EMERGENTI
In 10 anni, Renault è riuscita a guadagnare delle posizioni sui cosiddetti mercati emergenti e ad accrescere la sua internazionalizzazione: le vendite al di fuori dell’Europa, attualmente, rappresentano il 37% del totale rispetto al 17% del 2000. Nel 2011, dovrebbero raggiungere il 43%. Renault continuerà ad investirvi, in particolare in Brasile, in India ed in Russia.
In Marocco la fabbrica di Tangeri e la prima linea di produzione a 30 veicoli l’ora inizierà l’attività nel 2012. Nel 2013, Renault lancerà una seconda linea a 30 veicoli l’ora, linea necessaria, tenuto conto delle proprie previsioni di volumi per la gamma Entry non solo in Europa, ma anche in Africa, in Messico e nel Medio Oriente.
Bilancio economico positivo, infine, per la produzione di Logan e Sandero prodotte a Potesti in Romania. Nel 2010 il valore aggiunto di questi veicoli, (che corrisponde ad una parte importante della Ricerca e Sviluppo, degli studi dei fornitori e dei componenti provenienti dalla Francia) venduti attraverso la rete francese, ovvero “esportato” dalla Francia, è superiore al valore aggiunto “importato” in Francia.

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