OmniAuto.it
Dispositivi elettronici per il controllo della guida (Prima parte)	 - Galleria Approfondimenti
Dispositivi elettronici per il controllo della guida (Prima parte) - Galleria Approfondimenti- Thumb 1 Dispositivi elettronici per il controllo della guida (Prima parte) - Galleria Approfondimenti- Thumb 2 Dispositivi elettronici per il controllo della guida (Prima parte) - Galleria Approfondimenti- Thumb 3

13 gennaio 2011
di Gabriele Bolognini
tag: Approfondimenti

Stampa
Invia ad un amico
Commenti (0)

Dispositivi elettronici per il controllo della guida (Prima parte)

A cosa servono e come funzionano

Da un approfondito studio statistico dell’ACI, terminato nel mese di novembre 2010, si evince che in Italia, tra il 2001 e il 2009, gli incidenti stradali con lesioni a persone sono diminuiti dai 263.100 del 2001 ai 215.405 del 2009 (-18,1%). I decessi sono diminuiti dai 7.096 del 2001 ai 4.237 del 2009 (-40,3%) e i feriti da 373.286 a 307.258 (-17,7%). Va sottolineato inoltre che, nello stesso arco temporale, il parco veicoli in circolazione sulle strade è aumentato di circa il 18%. L’indice di mortalità (numero di morti ogni 100 incidenti) è passato dal 2,7% del 2001 al 2,0% del 2009.
Il merito di questi risultati certamente va spalmato su più fattori: leggi più attente alla sicurezza, stile di guida migliorato, sistemi di sicurezza passiva (cinture di sicurezza e airbag) e, non ultimi, i sistemi elettronici di controllo della guida (sicurezza attiva). E’ proprio su l’evoluzione di questi ultimi che ci vogliamo soffermare in questo approfondimento.

ABS, COS’E’ E COME FUNZIONA
Il “pioniere” dei sistemi di sicurezza attiva è stato l'ABS.
Per ovviare al pericoloso bloccaggio delle ruote a seguito di una brusca frenata o in presenza di fondo sdrucciolevole, con conseguente slittamento incontrollato del veicolo, il sistema elettro-idraulico ABS (acronimo che sta per Anti-Blockier-System in tedesco o Antilock Braking System in inglese), controlla la potenza frenante mantenendola sempre al limite della capacità di aderenza dei pneumatici.
Questo sofisticato dispositivo elettronico è stato messo a punto dalla tedesca BOSCH alla fine degli anni ’70. La prima vettura ad usufruirne fu la berlina di lusso Mercedes classe S del 1978.
In pratica funziona così: ogni ruota ha un anello dentato chiamato ruota fonica; un sensore posto vicino ai denti dell’anello conta quanti denti gli passano davanti per ogni secondo. I dati così raccolti dalle ruote vengono trasmessi costantemente a una centralina elettronica. La pompa dei freni, controllata dalla centralina, comanda i freni tramite elettro-attuatori.
Durante la frenata la centralina controlla il modo in cui le ruote rallentano, verificando che la diminuzione della velocità di rotazione rientri in un range di parametri memorizzati.
Se i sensori, su una o più ruote, rilevano una velocità che la centralina non ritiene corretta, parte un comando ai riduttori di pressione che diminuiscono la forza frenante sulle ruote in questione riportando il pneumatico in condizioni di aderenza.

DIVERSO STILE DI GUIDA
Gli autisti esperti di un tempo, in presenza di ostacoli improvvisi, avevano la presenza di spirito di non frenare bruscamente ma “telegrafare” col piede sul pedale del freno per evitare il fatidico bloccaggio delle ruote. Non solo, contemporaneamente alla frenata, evitavano accuratamente di spingere il pedale della frizione per aiutarsi anche col freno motore.
Ora con l’avvento dell’ABS, tutto ciò è caldamente sconsigliato e assolutamente pericoloso!
Bisogna assolutamente fidarsi della centralina elettronica e, in presenza di ostacoli improvvisi, spingere decisamente sul pedale del freno che attiverà il sistema antibloccaggio. Contemporaneamente bisognerà spingere il pedale della frizione per evitare l’arresto del motore che provocherebbe immediatamente l’inibizione della centralina elettronica dell’ABS e, subito dopo, la perdita dell’ausilio del servofreno!

Listino del Nuovo

Tutti i veicoli commerciali
Vai al listino