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Veicoli commerciali, aumenta import UE - Attualità e Mercato

19 ottobre 2015
di E.M.
tag: Attualità e Mercato

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Veicoli commerciali, aumenta import UE

La crescita percentuale delle vendite in UE di veicoli da lavoro prodotti in altri continenti è del 19,6%

Nel primo semestre del 2015 l'Unione Europa ha importato più veicoli professionali (LCV, mezzi pesanti e bus) di quanti non ne abbia esportato. La crescita è importante: +19,6% tra gennaio e giugno, oltre quota 233.600 unità. Anche se tecnicamente la bilancia commerciale ne risente, i Costruttori europei fanno comunque grandi affari. La ragione è semplice: il 61% arriva dalla Turchia, dove fabbricano praticamente tutti i grandi marchi. Naturalmente ne risente l'occupazione nell'UE.

TURCHIA RE DELL'EXPORT
Dalla Turchia sono arrivati, in sei mesi, 142.122 veicoli commerciali, contro i 109.124 dello stesso periodo del 2014: la differenza è del 30%. Il grande spauracchio, la Cina, sta invece arrancando, perché le importazioni dal Regno di Mezzo sono in flessione del 9,6% (38mila mezzi). Le crescite percentuali più significative sono quelle di Taiwan, India e Argentina, rispettivamente +2.248% (da 181 a 4.251 esemplari), +3.411% (da 112 a 3.933) e +549% (da 436 a 2.831).

VENDITE NEGLI USA A +560%
Le esportazioni sono cresciute del 15,6% e hanno sfiorato quota 302mila. Il primo mercato di sbocco è diventato quello degli Stati Uniti, dove sono stati consegnati 41.394 mezzi. Dal punto di vista percentuale una vera impennata, + 560%. Le altre destinazioni principali sono Turchia (+61% con 35.012 unità), Svizzera (15.221, -3,3%), Albania (+1.483%, 12.963), Norvegia (-3,7%, 12.371), Algeria (-34%), Giordania (+206%), Benin (+395%) e Nigeria (-32,6% a quota 9.034). Malgrado l'aumento delle vendite, l'andamento risente della situazione critica nell'Europa orientale che penalizzano mercati chiave come quello della Russia e dell'Ucraina.

BILANCIA COMMERCIALE IN ATTIVO DI 2,5 MLD
Dal punto di vista dei valori, malgrado un aumento del 22,2% dei volumi in euro delle importazioni, il surplus commerciale si attesta attorno ai 2,5 miliardi, contro i 2,8 dello stesso periodo del 2014, ma con un incremento del giro d'affari del 3,8%. La ragione sta nel fatto che nonostante in UE arrivino più veicoli commerciali leggeri di quanti non ne escano, dal Vecchio Continente partono alla volta dei mercati di tutto il mondo i ben più importanti (per il fatturato) veicoli industriali e bus: il rapporto del fatturato tra import ed export è di uno a sette in questo segmento.

PRODUZIONE STABILE NEL 2015
Secondo le stime dell'ACEA, l'associazione dei costruttori che operano in Europa, la produzione nel Vecchio Continente dovrebbe restare stabile attorno ai 2,9 milioni di esemplari. A livello globale viene stimato un rallentamento della produzione della Cina (“solo” 6,29 milioni di esemplari). In flessione il Giappone, penalizzato dall'aumento della pressione fiscale sull'acquisto, e anche il Sud America, che risente della crisi che ha colpito il Brasile.

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