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Riduzione obbligatoria delle emissioni di CO2 - Eco e ambiente

19 dicembre 2010
di Nicola Minimi
tag: Eco e ambiente

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Riduzione obbligatoria delle emissioni di CO2

Le Case costruttrici provvederanno alla riduzione di emissioni nocive entro il 2017

Nel corso di una riunione riservata tenutasi lo scorso 15 dicembre, i rappresentanti dei vari Ministeri dell'Ambiente e del Parlamento Europeo hanno concordato (sotto forti pressioni da parte di paesi costruttori di auto - in particolare Francia e Germania) di concedere più tempo all'industria automobilistica: l’ultimo termine per garantire che le emissioni medie delle flotte di furgoni e minibus non arrivino a più di 175 grammi di anidride carbonica (CO2) per chilometro sarà il 2017 (un anno più tardi rispetto a quanto aveva precedentemente proposto la Commissione). Inoltre, dopo aver a lungo dibattuto in merito alla questione con i membri dell’ACEA (l’associazione delle case automobilistiche europee), che proponevano per il 2020 un obiettivo per loro “più fattibile” (160g CO2/km), si è raggiunto un nuovo accordo che prevede una media di 147g di emissioni di CO2/km invece dei 135g proposti inizialmente dalla Commissione.
Connie Hedegaard, commissario europeo per l'azione del clima, si ritiene soddisfatta del risultato dichiarando in un comunicato: "Il regolamento adottato produrrà furgoni meno inquinanti e contribuirà alla nostra ambizione globale per ridurre le emissioni da trasporto".

Di contro Kerstin Meyer, di Transport & Environment, ha dichiarato che l'UE avrebbe dovuto contestare la tesi sostenuta dai costruttori secondo la quale obiettivi più ambiziosi erano impossibili da raggiungere in quanto: "L'industria ha detto di non poter apportare un miglioramento del 14% in termini di efficienza dei furgonati da qui a nove anni – ha ricordato la Meyer - mentre l'anno scorso è riuscita a migliorare il tasso di efficienza auto di ben più di tre volte”.

Daniel Monetti dell’associazione onlus Terra! sostiene che: “I responsabili politici europei dovrebbero fare la tara su quanto sostiene l'industria automobilistica e farsi maggiormente portavoce dei cittadini europei che invece nei prossimi anni si troveranno penalizzati dalle maggiori spese sostenute al momento dell'acquisto di carburante, essendo questo direttamente proporzionale alle emissioni di CO2”.

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