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25 ottobre 2010
di Gabriele Bolognini
tag: Curiosità, Ferrari

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Il Furgone del Pane

Una Ferrari che si presterebbe a consegne veloci… anzi, molto veloci!

Probabilmente, se il Commendator Enzo Ferrari non fosse esploso una mattina in una delle sue epiche sfuriate, oggi, non potremmo godere della visione di questo furgone molto, ma molto speciale e molto, ma molto, veloce: la Ferrari Breadvan ovvero Furgone del Pane. Certamente il vano di carico non è dei più capienti, così come l’accesso non è propriamente agevolato dall’apertura rettangolare posteriore ma, vi assicuriamo che, sentendo il suono di quel 12 cilindri in moto, questi particolari passano decisamente in secondo piano. Magari il costo d’acquisto non è proprio all’altezza di tutti i fornai, ma pensiamo anche che l’attuale proprietà difficilmente se ne voglia separare. Stiamo scherzando, ma ci sembrava doveroso citare questa creazione del carrozziere Drogo, definita immediatamente dalla stampa internazionale, alla sua uscita, nel 1962, Breadvan.

COME SI COMINCIA
In una fredda giornata di inverno sul finire del 199, a seguito della sfuriata (di cui sopra) del Drake, gli ingegneri Giotto Bizzarrini e Carlo Chiti e alcuni altri tecnici e operai lasciarono in blocco gli stabilimenti di Maranello. Tempo addietro, un giovane veneto, il 24enne Giovanni Volpi, Conte di Misurata, avendo ereditato dal padre, una fortuna spropositata decise di fondare un proprio team di auto da competizione, la Scuderia Serenissima, diventando al tempo stesso uno dei migliori clienti della Ferrari. Proprio nel 1991 il giovane conte aveva commissionato alla fabbrica di Maranello due Ferrari GTO.

SERVONO MACCHINE DA CORSA
Congiuntura sfavorevole volle che il periodo dell’ordine coincidesse con il licenziamento di Bizzarrini (creatore della GTO) e di Chiti, pertanto la Farrari non aveva più a disposizione le mitiche Gran Turismo Omologate da consegnare al Conte Volpi. Bizzarrini e Chiti, nel frattempo, fondavano a Bologna la ATS (Automobili, Turismo e Sport) nel tentativo di mettersi in diretta concorrenza, su strada, ma soprattutto in pista, con le mitiche rosse di Maranello. Volpi così si mise in contatto con l’ATS per costruire una GTO sulla base di una Ferrari 250 SWB usata.

IL PROGETTO E LA NASCITA
Metre Chiti si occupava della costruzione di una F.1, Bizzarrini, libero dai dictat di Ferrari, riuscì a mettere in atto, le modifiche che da tempo pensava di apportare alla GTO. Per prima cosa, arretrò il motore dalla posizione anteriore a una posizione più centrale per aumentare la maneggevolezza e la reattività della vettura, poi applicò un sistema di lubrificazione a carter secco per poter abbassare ulteriormente il motore al suolo per abbassare il baricentro dell'automobile. Per la carrozzeria si avvalse della collaborazione dello specialista modenese Piero Drogo. Il risultato fu una vettura più bassa delle normali GTO, con un'aerodinamica rivoluzionaria: praticamente la linea del tetto si prolungava verso la coda che terminava tronca, seguendo le teorie del progettista tedesco Wunibald Kamm.

IL FURGONE DEL PANE
Il curioso e inusuale aspetto che ne derivò fece guadagnare alla vettura il soprannome di Breadvan (furgone del pane).
La Breadvan partecipò a numerose competizioni guidata da piloti di tutto rispetto, tra cui la 24H di Le Mans del 1962 e sempre nel 1962, a Montlhéry, finì terza assoluta dietro a due Ferrari GTO ma davanti ad altre cinque. Quella che possiamo ammirare oggi è l’unica sopravvissuta delle tre costruite da Drogo, stupendamente restaurata dallo specialista olandese Alwin Hietbrink sul cui sito si possono vedere anche tutte le fasi del restauro.

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