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9 ottobre 2014
di Fabio Gemelli
tag: Test, Mercedes-Benz

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Nuovo Mercedes Vito, prime impressioni

Il mid van della Stella cresce con dotazioni di alto livello, ottime guidabilità e capacità di carico anche a trazione anteriore

Da Bilbao a Vitoria e ritorno, con, in mezzo, autostrade, tornanti delle montagne cantabriche e tutte le rotonde cittadine che la Spagna sa offrire. Ecco l'itinerario di prova che ho sfruttato per testare, in anteprima, le doti stradali del nuovo Mercedes-Benz Vito, il furgone medio che vuole uscire dall'ombra dello Sprinter. In effetti il rinnovato mid van appare così evoluto dal punto di vista qualitativo e tecnologico da potersi tranquillamente paragonare al fratello maggiore e, forse, superarlo. La novità principale della gamma Vito, quella che provato per più chilometri, è la versione a trazione anteriore col 1.6 Diesel di derivazione Renault che va ad aggiungersi a quella posteriore e alla 4x4, in arrivo nel 2015. Dopo più di 200 km di guida posso affermare che l'operazione è riuscita, soprattutto nel caso del Vito 111 CDI con 114 CV che mantiene agilità e brio anche al 50% del carico.

CABINA COMODA E RAZIONALE
Il grande passo in avanti del nuovo Vito non è forse da ricercare nello stile esterno, dove spicca la grande calandra sporgente con relativa stella Mercedes, quanto, piuttosto, nella sostanza delle dotazioni di sicurezza, ausili alla guida e comodità di bordo. La plancia è moderna gradevole, con tanti scomparti porta oggetti, realizzata in plastica piacevole al tatto e apparentemente robusta. Da monovolume di lusso è la posizione di guida che fa affidamento su un sedile comodo e ben regolabile, su un volante dalla presa sicura e su una strumentazione chiara e razionale. Anche la leva del cambio, caratterizzato da innesti morbidi e precisi, è alla giusta distanza, ma tende a coprire i comandi della climatizzazione in terza e quinta marcia.

PIU’ AUSILI DI COSI’...
Già a partire dall’allestimento Base ho potuto apprezzare l'ottimo livello di insonorizzazione che secondo le misurazioni Mercedes ha permesso di dimezzare la rumorosità interna del nuovo Vito. Rapido e intuitivo il navigatore Becker, che però è opzionale sulle versioni di accesso. Il senso di robustezza e qualità vera si apprezza anche nel resto delle finiture interne e nei comandi di bordo, molto Mercedes. A livello delle migliori berline sono anche i sistemi di sicurezza attiva e ausili alla guida di Vito che includono nella dotazione di serie l’Attention Assist, il monitoraggio della pressione pneumatici, il sistema di allerta abbandono corsia involontario e il sempre sorprendente Collision Prevention Assist che provvede a frenare automaticamente il Vito quando ci si avvicina troppo ad un altro veicolo. Insomma, grazie anche al Blind Spot Assist, ai sensori di parcheggio posteriori e al sistema antisbandamento mi è sembrato davvero di essere al volante di un’ammiraglia, nonostante il pallet mezzo pieno nel vano di carico. Per chi installa il gancio di traino c’è anche l’opzione della telecamera di retromarcia assistita che, con un sapiente zoom sul gancio, e linee tracciate sul display di bordo aiuta a manovrare anche senza l’aiuto di una seconda persona.

LA SORPRESA DEL 1.6 A TRAZIONE ANTERIORE
Durante la guida il nuovo Mercedes Vito 111 CDI fa quasi dimenticare la presenza della trazione anteriore, elemento meccanico che si nota solo nei tornanti più stretti affrontati in salita. Il turbodiesel 1.600 da 114 CV è in grado di cavarsela quasi in ogni situazione, mentre col 109 CDI da 88 CV (19.460 euro, IVA eslcusa), la versione entry level, ho avvertito la necessità di scalare più spesso e tirare un po' di più la marce per avere l’accelerazione necessaria quando la strada iniziava a salire o quando ho voluto sorpassare; in pianura e in città, l'ambiente ideale per il 109 CDI il problema, però non si pone, ma chi è abituato a consegne rapidissime o al trasporto veloce di persone potrebbe aver bisogno di un po’ di potenza in più.

MOTORE GRANDE, VIAGGIO ALLA GRANDE
I cavalli in più, quelli perfetti per viaggiare veloci in ogni situazione si trovano sul Vito 116 CDI motorizzato col 2,15 litri turbodiesel da 163 CV accoppiati alla trazione posteriore, forse il miglior compromesso fra prestazioni e consumi. Lo stesso 116 CDI panel van, con cambio automatico 7G-Tronic Plus, diventa davvero un furgone di lusso, capace com’è di inserire rapidamente la marcia ideale e lasciare all’autista solo il dovere (o il piacere) di concentrarsi sulla prossima destinazione di consegna. Le grandi ruote in lega con pneumatici 225/55 R 17 montati sul modello testato aiutano poi il Vito a non perdere mai la sua flemmatica tenuta di strada. Quasi esagerato (e dedicato al trasporto persone) il Vito Tourer Select 119 BlueTEC 7G-Tronic Plus, la potente versione a trazione posteriore da 190 CV che sembra fatta apposta per gli professionisti tedeschi del che scorrazzano per le veloci autostrade di Germania; grazie all’omologazione Euro 6 non ci sono neppure problemi per i prossimi blocchi del traffico. Per la versione 4x4 occorrerà invece attendere il 2015.

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