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Mercato, Italia in picchiata - Attualità e Mercato

17 aprile 2013
di Francesco Stazi
tag: Attualità e Mercato

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Mercato, Italia in picchiata

Per il diciannovesimo mese consecutivo si registra un calo nelle vendite dei commerciali

Purtroppo non sembra arrestarsi la caduta nella vendite di veicoli commerciali in Italia. Marzo 2013 far registrare l’ennesimo segno meno pesante. Sulla base delle stime diffuse dal Centro Studi dell’UNRAE, nel terzo mese dell’anno sono stati solo 8.662 i veicoli immatricolati, evidenziando una flessione del 20%, rispetto alle 10.822 dello scorso anno.

19 MESI DI CALO CONTINUO
Ormai sono 19 i mesi si continua contrazione “ma il dato è ancora più drammatico di quanto non appaia ad una prima analisi – afferma Romano Valente, Direttore Generale dell’Associazione che rappresenta le Case automobilistiche estere in Italia, – considerato che già nel marzo dello scorso anno, la crisi si era acuita, portando i volumi a dimezzarsi rispetto allo stesso periodo 2011. Un terzo mese dell’anno così basso, infatti, non si è mai registrato nella storia dei veicoli da lavoro, da quando sono disponibili i dati ufficiali e, quindi, da almeno 23 anni".

LA CRISI PESA SUL MERCATO
Considerando il primo trimestre 2013, il mercato segna un calo del 26%, con 24.537 veicoli commerciali venduti, rispetto ai 33.176 del gennaio-marzo 2012. Secondo UNRAE, l’attuale crisi economica e finanziaria si riflette sulle piccole e medie imprese in termini di disponibilità economica, accesso al credito, riduzione dei consumi e minori esigenze di trasporto delle merci. Di conseguenza, le aziende tendono a mantenere più a lungo i propri veicoli, con ripercussioni in termini ambientali, di sicurezza ed efficienza.

INCENTIVI PER RINNOVARE IL PARCO
“Considerando, infatti – conclude Valente – che, secondo le stime del nostro Centro Studi ,ci sono circa 3,5 milioni di veicoli circolanti alla data del 31 dicembre 2012 e che oltre il 42% ha un’anzianità superiore ai 10 anni (22,6% di Euro 0 e Euro 1 e un 19,5% di Euro 2), questo potrebbe rivelarsi un potenziale importante se si realizzassero iniziative di stimolo al rinnovo e alla propensione generale al consumo”.

SERVE AUMENTARE I CONSUMI
Ed è a questo secondo auspicio che, secondo noi, ci si dovrebbe affidare maggiormente visto che, per quanto riguarda gli incentivi alla rottamazione e al ricambio veicolare, assistiamo a uno stallo. I fondi stanziati dal Mise in questo senso, infatti, sono ancora tutti lì (almeno secondo i dati diffusi dal sito www.bec.mise.com e questo vuol dire soprattutto che è l’assenza di necessità a investire che blocca le vendite, assieme all’incertezza sulle future possibilità di sviluppo economico.

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