Il furgone elettrico

Cosa offre il mercato

Cosa offre il mercato

L'offerta di veicoli commerciali elettrici è ancora abbastanza limitata e tuttavia consente una buona scelta, anche tra marchi italiani (Piaggio e Fiat convertiti) e stranieri (Peugeot, Nissan, Renault e Mercedes-Benz). Il commerciale meno caro è il tascabile quadriciclo Twizy in versione Cargo che costa meno di 9.000 euro, Iva inclusa. La sua portata è naturalmente commisurata alle dimensioni (180 litri e 75 chilogrammi). La casa della Losanga offre poi Kangoo ZE, addirittura in tre differenti versioni a partire da meno di 21.000 euro, Iva esclusa, cui vanno aggiunti 73 euro di noleggio mensile della batteria. Il nuovo Nissan e-NV200 ha un listino che parte da circa 16.500 euro, sempre Iva esclusa. Per la batteria serve un'altra sessantina di euro (Iva esclusa, 36 mesi, 12.500 km/anno). Se il cliente opta per l'acquisto della batteria, il prezzo supera quota 20.000 euro, sempre Iva esclusa. Peugeot Partner Elettrico, che vanta la stessa capacità di carico del fratello termico, è accreditato di un'autonomia in fase di omologazione di 170 chilometri e il suo osto si aggira intorno ai 26.000 euro compreso il pacco batterie. L'italiano Piaggio Porter Electric Power ha un listino di circa 24.000 euro, mentre Mercedes-Benz Vito E-Cell è un LCV vero, ma per ora la sua distribuzione è ancora limitata eil suo futuro incerto. Volkswagen aveva esibito e-Load up!, il commerciale basato su VW up! con 306 kg di portata e un metro cubo di volume di capacità. In Nord America, viene distribuita una versione EV di Ford Transit Connect, paradossalmente importata dall'Europa: la produzione avviene in Turchia.


DI FABBRICA O CONVERTITO
In Italia c'è un'azienda – la Micro-Vett,– che è specializzata nella conversione di veicoli termici Fiat (da Qubo a Ducato fino a Iveco Daily), dopo aver cominciato con Piaggio. Un listino non esiste, si va a preventivi. Non è l'unica che opera nel ramo, ma occupandosi dei veicoli del costruttore nazionale ha una buona visibilità: finora ha all'attivo l'elettrificazione di 5.500 veicoli. I veicoli a batteria non fanno eccezione alla norma che vuole come più funzionale un oggetto – qualsiasi esso sia – già progettato e sviluppato per quello scopo. Oggi peraltro, almeno in campo automotive, le nuove piattaforme modulari consentono una grande flessibilità. Il ragionamento è semplice: meno parti o componenti ci sono da cambiare e meno interventi ci sono da compiere, meglio è. Quello che la conversione rende possibile è, semmai, una maggiore personalizzazione oppure la trasformazione di modelli con caratteristiche particolari e non disponibili di serie. A seconda dei casi può anche esserci una convenienza economica perché, sempre Micro-Vett, spiega che la conversione avviene mediante un "nuovo kit brevettato" che non solo "prevede il mantenimento di tutti i servizi originali dell'auto endotermica" ma anche "maggiori economie nei costi di trasformazione". In rete si trovano ulteriori alternative, con specifici kit: li propongono sia un gruppo di professionisti aderenti a Confartigianato del Veneto sia l'associazione Eurozev.


QUALI BATTERIE
Le batterie agli ioni di litio sono attualmente le più "gettonate", anche se ci sono progetti che vanno in direzioni diverse. La società israeliana Phinenergy, ad esempio, sta portando avanti uno studio con batterie metallo-aria che sarebbero in grado di garantire un'autonomia quasi 10 volte superiore a quella attuale, attorno ai 1.600 chilometri. Solo che si tratta di una soluzione "usa e ricicla" che prevede la sostituzione delle lastre in alluminio (32 chilometri di raggio d'azione cadauna) e non la loro ricarica. L'ipotizzato debutto (ma servono punti di scambio) è per il 2017. Altrimenti c'è la "vecchia" batteria zinco-carbone, più facile da riciclare e da raffreddare. Che i costruttori scelgano una di queste due vie sembra attualmente improbabile (anche se la seconda è al vaglio di un marchio coreano), mentre appare più facile che "attendano" l'evoluzione delle attuali batterie. Secondo gli analisti, nel giro di qualche anno, la capacità aumenterà in modo quasi esponenziale: da 25 ampere a cella a 40. Vale a dire che la percorrenza a "emissioni zero" potrebbe aumentare del 50% rispetto a quella attuale nel giro di un lustro. Una formula intermedia per aumentare l'autonomia è offerta, ad esempio, dalla Nomadic Power (una società tedesco-olandese) che ha inventato un carrello con un pacco batteria supplementare, applicando il principio del range extender, ma a rimorchio. Viene dichiarata un'autonomia aggiuntiva di 500 chilometri grazie ad un "pacco di pile" da 85 kWh di capacità. L'omologazione è per una velocità massima di 100 chilometri all'ora.


VOLUMI, PORTATA, AUTONOMIA
I veicoli sviluppati per essere elettrici hanno generalmente il vantaggio di disporre di volumi e portate sostanzialmente analoghe a quelle dei fratelli ad alimentazione termica. Non è una regola ferrea, naturalmente. E Piaggio Porter Electric Power ne è la conferma, perché la versione a batteria ha portate e capacità di carico più limitate (oltre che una velocità massima di 55 chilometri orari). A seconda dei modelli si arriva a 4,6 metri cubi di carico (Renault Kangoo Z.E) oppure a 770 chilogrammi di capacità (Nissan e-NV200). I potenziali clienti devono valutare attentamente le loro esigenze, perché malgrado l'offerta non sia particolarmente ampia, esistono comunque delle differenze. Ed è inutile sottolineare che un veicolo commerciale sovra o sottodimensionato non permette di sfruttare al meglio le caratteristiche dei mezzi. E, soprattutto, occorre tener presente il tipo di tragitti che si devono percorrere: se con forti pendenze o meno e se con temperature molto elevate o molto basse. Questo perché l'autonomia della batteria risente dell'utilizzo sia dell'impianto di climatizzazione sia di quello di riscaldamento. Mediamente l'autonomia dichiarata arriva fino a 170 chilometri nel ciclo combinato, significa molto probabilmente attorno 120 in condizioni reali. Ad eccezione dei veicoli più piccoli (tipo Twizy o Porter) che si prestano tuttavia meglio per strade particolarmente strette, che in Italia non mancano. 

Peugeot Partner Elettrico | Perché comprarlo... e perché no

Il Peugeot Partner Elettrico

Il Partner Elettrico o Full Electric seguendo la denominazione da listino ufficiale è il nuovo small van del Leone che ha l’obbiettivo di combinare le caratteristiche di modularità e versatilità del modello a alimentazione termica, fra cui la migliore capacità di carico della categoria, con i vantaggi della trazione elettrica. Peugeot fa dunque un altro passo avanti nella riduzione dell’impronta ambientale offrendo ai professionisti una soluzione adatta soprattutto a chi lavora nei centri città garantendo l’accesso alle zone regolamentate in materia di emissioni, senza perdere praticità di utilizzo e piacere di Guida.

Il nuovo Partner Elettrico è realizzato in due lunghezze (L1: 4,38 m, e L2: 4,63 m), ma in Italia viene commercializzato solo nella versione più corta. Il volume di carico si attesta sui 3,3 metri cubi, nella versione L1 con piano di carico lungo 1,80 m, e sui 3,7 metri cubi, nella versione L2 che può contare anche su un piano di carico di 2,05 m. La portata massima della versione elettrica è di 680 kg, la migliore della categoria. In cabina, con il sedile Plan Facile, che può accogliere fino a 3 persone nei posti anteriori, Partner Elettrico mantiene le stesse prestazioni di modularità della versione a motore termico e di aumentare il volume utile di carico di 0,4 metri. La capacità di carico è dunque passa, nella lunghezza L1 a 3,7 metri cubi nella lunghezza L1 con una lunghezza utile di 3 m in presenza di paratia abbattibile

Il Partner Elettrico è spinto da un motore elettrico sincrono trifase a magneti permanenti da 49 kW che offre una coppia massima di 200 Nm disponibile da 0 a 1.500 giri. Un inverter regola la tensione la frequenza e il voltaggio della corrente a seconda della pressione sul pedale modulando la velocità. La trasmissione è affidata a un cambio automatico monomarcia. Tra i dispositivi di assistenza alla guida troviamo l’ESP e l’Hill Assist, assieme a una funzione crawling che si ottiene rilasciando il pedale del freno senza premere sull’acceleratore. La velocità massima è fissata a 110 km/h
L’alimentazione del partner elettrico è affidata a un sistema di 80 celle da 3,5 V ciascuna raggruppate in 5 moduli da 15 celle ciascuno per un capacità totale di 22,5 kW/h.; i moduli sono poi ulteriormente accorpati in tre pacchi batterie, due sistemati sotto il pianale e uno dietro l’asse posteriore. 

Il Partner Elettrico ha due modalità di ricarica delle batterie: una normale (fino a 16A) in 6-9 ore e una ricarica rapida, disponibile in opzione (fino a 125A) che permette di recuperare l’80% delle capacità della batteria in soli 30 minuti. Offre la presenza ben visibile sul quadro strumenti di un indicatore del consumo o della ricarica di energia che aiuta l’autista ad adottare una guida economica. Un indicatore di consumo ausiliario (riscaldamento e climatizzazione) completa il dispositivo d’informazioni per il conducente. Il computer di bordo visualizza inoltre l’autonomia rimanente e il consumo medio in kWh.

Dal punto di vista della dinamica, il Partner Elettrico dispone di un sistema di rigenerazione dell’energia in fase di decelerazione, ma anche nella fase attiva della frenata, che converte l’energia cinetica in energia elettrica. In tal modo, l’autonomia del veicolo, in fase di marcia, viene preservata meglio. Il riscaldamento 100% elettrico assicura un rapido aumento della temperatura all’interno dell’abitacolo ed è dotato di una funzione eco-mode che permette di mantenere la ventilazione nell’abitacolo senza un eccessivo consumo preservando a l’autonomia del veicolo. L’autonomia, stabilita in sede di omologazione con ciclo NEDC, è omologata in un massimo di 170 km, è chiaro che si tratta di valori rilevati in condizioni molto particolari. Da Peugeot fanno, comunque, sapere che l’autonomia media in condizioni di esercizio reali è di circa 100 km che poi è la percorrenza media del 70/80% degli utilizzatori di uno small van. Il sistema di recovery permette inoltre di recuperare l’energia cinetica in decelerazione e in frenata prolungando di circa un 10% l’autonomia.

ll Partner "Full Electric" è prodotto nello stabilimento PSA Peugeot-Citroën di Vigo, con il sostegno della regione Galizia e, in Italia, parte da un listino Iva e messa su strada escluse di 26.420 euro 

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