Il furgone elettrico

Centri storici sempre più off limits

Centri storici sempre più off limits

Ogni anno è la stessa storia: blocchi del traffico per “limare” le emissioni ed evitare di sforare la soglia massima di giornate dall'aria irrespirabile e non incorrere in sanzioni oppure targhe alterne o “domeniche a piedi”. Si tratta di misure palliative, che non cambiano la sostanza. Ma di fatto i centri storici, dove si concentrano numerose attività economiche che richiedono forniture quotidiane, restano i fulcri della vita italiana. Accedervi è una necessità, oltre che un diritto (della mobilità). Alcune amministrazioni concedono permessi orari, altre sono meno restrittive, a patto di pagare. Il veicolo elettrico è un investimento anche da questo punto di vista. Evita pratiche burocratiche ed il confronto pressoché quotidiano con gli aggiornamenti sulle variabili meteorologiche (se piove o tira vento magari i divieti vengono allentati). Ed evita l'ancora più macchinoso accertamento sulle regolamentazioni dei comuni vicini. Perché in Italia non esiste una regola generale vincolante. E spesso le amministrazioni si muovono in ordine sparso: quello che vale da una parte magari non vale ad appena pochi chilometri di distanza. Il veicolo elettrico, da questo punto di vista, è un “semplificatore” burocratico.


COSA SIGNIFICA ESSERE "SMART"
Tutto sta diventando “smart”, intelligente e rapido. Non solo i telefonini (smartphone), ma anche le città (smart city) e le reti (smart grid). La visione degli urbanisti e degli ingegneri del terzo millennio era l'incubo degli scrittori di romanzi del secondo: cioè quella di metropoli interconnesse controllate da un “grande fratello”. Nelle quali veicoli messi a punto da motori ricerca come Google e il rivale cinese Baidu possono circolare senza conducente perché sanno dove si trovano e cosa succede. Tutto è mappato e rilevato. Ogni luogo è talmente tecnologico da farsi riconoscere. E perfino i segnali stradali dialogano con i mezzi di trasporto. Il futuro sembra andare in questa direzione, anche perché molti sistemi di assistenza alla guida di nuova generazione sono già disponibili anche sui veicoli commerciali. In questo contesto lo spostamento delle merci sarà più razionale perché si conosceranno almeno in tempo reale (se non in anticipo) i flussi di traffico e anche i tempi di percorrenza. Per i veicoli elettrici un ambiente decisamente meno ostico e più familiare: saranno disponibili stazioni di interscambio e colonnine di ricarica e dalle centrali operative sarà ancora più facile tenere monitorati percorrenze ed autonomie rimanenti per ottimizzare al meglio gli spostamenti e rendere più funzionale l'intera operatività aziendale.


PARCHEGGI DI SCAMBIO E DEPOSITI MOBILI
Roma è un esempio, ma non è l'unico in Italia. Nella capitale sono state sperimentate soluzioni per ottimizzare il sistema dei trasporti. Considerando le caratteristiche dei diversi veicoli, la strategia è articolata sui veicoli industriali per il lungo raggio, su quelli commerciali per il medio raggio e quelli elettrici per le consegne urbane. Si tratta di un'evoluzione della logistica che richiede tempo ed anche una visione chiara, non solo da parte delle imprese, ma soprattutto da parte delle amministrazioni che devono individuare aree e direttrici. I parcheggi di scambio sono le zone in cui avviene il trasbordo delle merci: da e per la città. In modo tale da evitare che i “bisonti” della strada invadano i centri o che migliaia di piccoli furgoni si trasferiscano su rotte extraurbane. In questo caso la logistica si basa sul corretto flusso delle informazioni tra clienti e destinatari: chi, cosa, quando e quanto deve trasferire. Per ottimizzare non solo il numero dei viaggi e il volumi, ma anche per limitare le attesa e il fermo delle merci: il tempo è denaro e sia il primo sia il secondo si possono perdere o guadagnare. L'evoluzione dei trasporti e della logistica è la costruzione delle città del futuro. Più pulite, meno rumorose: per chi ci abita e per chi ci lavora.


BATTERIE AD ALTA CAPACITA' ED ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI
La “rivoluzione verde” della quale si è appena imboccata la via non sarà mai tale se non si troverà una soluzione all'approvvigionamento ed all'accumulazione dell'energia. Perché i veicoli elettrici sono a Emissioni Zero in marcia. Ma il grande interrogativo è: da dove arriva l'energia? Se essa arriva da combustibili fossili, il problema dell'inquinamento atmosferico è stato solamente spostato. Invece, la sfida è concentrare gli sforzi, ad esempio, sulle fonti rinnovabili. Il sole, il vento e le maree sono le colossali e infinite risorse cui l'umanità ha finora rinunciato. Ci sono operatori che offrono energia pulita, ma quest'ultima costituisce solo una piccola parte di quella disponibile sul mercato. Il fotovoltaico sulle stazioni di ricarica è una delle soluzioni, ancora provvisorie e insufficienti, per avviare la “rivoluzione verde”. La maggiore efficienza dei veicoli è certamente un'altra delle strade da percorrere, perché consumare meno e meglio non è un sacrificio, ma un beneficio. A cominciare da chi sta al volante, il cui contributo è fondamentale nella buona gestione del veicolo.

Peugeot Partner Elettrico | Perché comprarlo... e perché no

Il Peugeot Partner Elettrico

Il Partner Elettrico o Full Electric seguendo la denominazione da listino ufficiale è il nuovo small van del Leone che ha l’obbiettivo di combinare le caratteristiche di modularità e versatilità del modello a alimentazione termica, fra cui la migliore capacità di carico della categoria, con i vantaggi della trazione elettrica. Peugeot fa dunque un altro passo avanti nella riduzione dell’impronta ambientale offrendo ai professionisti una soluzione adatta soprattutto a chi lavora nei centri città garantendo l’accesso alle zone regolamentate in materia di emissioni, senza perdere praticità di utilizzo e piacere di Guida.

Il nuovo Partner Elettrico è realizzato in due lunghezze (L1: 4,38 m, e L2: 4,63 m), ma in Italia viene commercializzato solo nella versione più corta. Il volume di carico si attesta sui 3,3 metri cubi, nella versione L1 con piano di carico lungo 1,80 m, e sui 3,7 metri cubi, nella versione L2 che può contare anche su un piano di carico di 2,05 m. La portata massima della versione elettrica è di 680 kg, la migliore della categoria. In cabina, con il sedile Plan Facile, che può accogliere fino a 3 persone nei posti anteriori, Partner Elettrico mantiene le stesse prestazioni di modularità della versione a motore termico e di aumentare il volume utile di carico di 0,4 metri. La capacità di carico è dunque passa, nella lunghezza L1 a 3,7 metri cubi nella lunghezza L1 con una lunghezza utile di 3 m in presenza di paratia abbattibile

Il Partner Elettrico è spinto da un motore elettrico sincrono trifase a magneti permanenti da 49 kW che offre una coppia massima di 200 Nm disponibile da 0 a 1.500 giri. Un inverter regola la tensione la frequenza e il voltaggio della corrente a seconda della pressione sul pedale modulando la velocità. La trasmissione è affidata a un cambio automatico monomarcia. Tra i dispositivi di assistenza alla guida troviamo l’ESP e l’Hill Assist, assieme a una funzione crawling che si ottiene rilasciando il pedale del freno senza premere sull’acceleratore. La velocità massima è fissata a 110 km/h
L’alimentazione del partner elettrico è affidata a un sistema di 80 celle da 3,5 V ciascuna raggruppate in 5 moduli da 15 celle ciascuno per un capacità totale di 22,5 kW/h.; i moduli sono poi ulteriormente accorpati in tre pacchi batterie, due sistemati sotto il pianale e uno dietro l’asse posteriore. 

Il Partner Elettrico ha due modalità di ricarica delle batterie: una normale (fino a 16A) in 6-9 ore e una ricarica rapida, disponibile in opzione (fino a 125A) che permette di recuperare l’80% delle capacità della batteria in soli 30 minuti. Offre la presenza ben visibile sul quadro strumenti di un indicatore del consumo o della ricarica di energia che aiuta l’autista ad adottare una guida economica. Un indicatore di consumo ausiliario (riscaldamento e climatizzazione) completa il dispositivo d’informazioni per il conducente. Il computer di bordo visualizza inoltre l’autonomia rimanente e il consumo medio in kWh.

Dal punto di vista della dinamica, il Partner Elettrico dispone di un sistema di rigenerazione dell’energia in fase di decelerazione, ma anche nella fase attiva della frenata, che converte l’energia cinetica in energia elettrica. In tal modo, l’autonomia del veicolo, in fase di marcia, viene preservata meglio. Il riscaldamento 100% elettrico assicura un rapido aumento della temperatura all’interno dell’abitacolo ed è dotato di una funzione eco-mode che permette di mantenere la ventilazione nell’abitacolo senza un eccessivo consumo preservando a l’autonomia del veicolo. L’autonomia, stabilita in sede di omologazione con ciclo NEDC, è omologata in un massimo di 170 km, è chiaro che si tratta di valori rilevati in condizioni molto particolari. Da Peugeot fanno, comunque, sapere che l’autonomia media in condizioni di esercizio reali è di circa 100 km che poi è la percorrenza media del 70/80% degli utilizzatori di uno small van. Il sistema di recovery permette inoltre di recuperare l’energia cinetica in decelerazione e in frenata prolungando di circa un 10% l’autonomia.

ll Partner "Full Electric" è prodotto nello stabilimento PSA Peugeot-Citroën di Vigo, con il sostegno della regione Galizia e, in Italia, parte da un listino Iva e messa su strada escluse di 26.420 euro